Realizzato per la collezione di Cesare Zavattini, appartiene al nucleo degli autoritratti in piccolo formato concepiti come raccolta diffusa di identità artistiche del Novecento. L’opera si ispira iconograficamente ai tarocchi: Cagli si raffigura infatti come il Bagatto, alludendo probabilmente al ruolo dell’artista come creatore e mago. L’identificazione autobiografica è ulteriormente esplicitata dall’iscrizione “February” sul lato sinistro, riferimento al mese di nascita dell’artista. L’opera rientra nel gruppo dei 152 autoritratti della raccolta Zavattini acquisiti dallo Stato nel 2008 e successivamente destinati alla Pinacoteca di Brera.